FAQ

Quanto dura la Psicoterapia Breve Strategica?

Nella prassi della terapia breve strategica ci si danno tempi definiti entro i quali verificare gli effetti del percorso terapeutico; ciò al fine di controllarne la validità e onde evitare i rischi della cosiddetta dipendenza dal terapeuta.
Un programma di terapia breve strategica prevede 10 sedute, termine entro il quale valutare gli obiettivi raggiunti.
Nell’arco di questo periodo, solitamente, si ottiene lo sblocco del problema e si passa alla terapia di mantenimento; solo nei casi in cui, ottenuti i primi risultati, occorre raggiungere altri obiettivi, si va oltre le 10 sedute.
Attenendosi a questa regola, la terapia strategica elimina i rischi delle terapie interminabili ove il terapeuta diventa “complice” del problema invece che il “risolutore”.

Che differenza c’è tra la Terapia Breve Strategica e la Terapia Comportamentale?

Il fatto che nella terapia breve strategica si diano prescrizioni di comportamento non la rende una terapia “comportamentale”; nelle terapie cognitivo-comportamentali, infatti, le prescrizioni basano il loro potere terapeutico sull’apprendimento e sulle associazioni mentali consapevoli, pertanto si rivelano particolarmente efficaci quando si ha una piena collaborazione da parte dei pazienti.
Invece, nella terapia breve strategica le prescrizioni di comportamento implicano cose da fare o da pensare che, inizialmente sfuggono alla logica ed alla consapevolezza del paziente, ed è proprio questa la prerogativa che conferisce all’intervento strategico la capacità di attivare i circuiti del cambiamento anche nei casi più “resistenti”.

La Terapia Breve Strategica è indicata per i problemi dell’infanzia?

La terapia breve strategica, applicata ai problemi dell’infanzia e dell’adolescenza, consente interventi “mirati”, “brevi” e “concreti”, senza l’utilizzo di farmaci e nel rispetto dello stile di vita proprio di ogni famiglia
Difficoltà emotive e comportamentali, disturbi del sonno e della regolazione fisiologica, disturbi dell’alimentazione, tic, fobie, problemi scolastici, problemi sociali… sono solo alcuni esempi delle problematiche che tipicamente minacciano l’equilibrio e la salute di bambini, adolescenti e giovani.
Grazie all’individuazione dei meccanismi mentali, emotivi e comportamentali operanti nel problema, si è in grado di fornire gli strumenti per “agire” su di essi e cambiarli.
Soprattutto per i problemi dell’infanzia e della preadolescenza, l’obiettivo della psicoterapia strategica è “aiutare i genitori ad aiutare i propri figli”, grazie a specifiche tecniche attraverso le quali interrompere i circoli viziosi che interferiscono sul sano sviluppo della mente. Nel trattamento dei disturbi del comportamento infantile, la percentuale di casi risolti, anche senza l’intervento diretto sul bambino, raggiunge circa il 78%.

 

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